Giuseppe Cocco

fotografo

Decalogo del Foto Viaggiatore

1) Cercare la bellezza ovunque, anche a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni: ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l’odore della vita e delle sue stagioni. Luoghi dell’Anima – Immaginari – Fantastici – Mitici – Romantici – Mentali – Spirituali – Calmi – Silenziosi – Intimi – Comuni – Sconosciuti – Familiari – Poetici. Luoghi in cui passare senza entrarci, altri da cui farsi prendere e non uscirne; luoghi in cui arrivare la prima volta, altri da lasciare per non tornarvi; ognuno merita un nome e un’attenzione diverse. Universo di paesaggi, architetture, produzioni, atmosfere, donne, uomini, bambini, anziani, sensazioni, emozioni, luoghi da vivere, interpretare, raccontare con la poesia delle immagini.

2) Fotografare con i 5 sensi + 3 cuore, anima e cervello.

3) Viaggiare pensando che: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità“: oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l’orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow).

4) Praticare un camminare meditativo tipico degli abitanti dei Sud del mondo: non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso).

5) Imparare a camminare vedendo: procedendo determinati, senza vagare, ma camminare per capire veramente, fermandosi, essere sedentari, vivere i luoghi attraversati e lasciati indietro. Quindi: emozionarsi e adattarsi, riconoscere e scoprire, curiosare, sorprendersi, entusiasmarsi per imparare a raccontare la realtà con le immagini.

6) Preferire i mezzi di trasporto lenti, la bicicletta, i piedi, le corriere, i treni (non ad alta velocità): per l’attenzione al qui ed ora, come viaggio dentro se stessi, come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario; per cogliere gli odori, i rumori, le atmosfere. Preferire i viaggi in treno perché il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. Aspirare estaticamente l’odore delle ferrovie, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare”, Devo andare”. Se proprio siamo obbligati ad usare l’automobile, non superiamo mai i 50 km l’ora.

7) Gustare i momenti di fermo obbligato e gli imprevisti come parte integrante, interessante e arricchente di ogni viaggio.

8) Leggere molto, prima e dopo essere partiti, perché leggere vuol dire riempire di significati il viaggiare.

9) La cosa più importante del viaggio è quella di poter conoscere l’identità dei luoghi, scoprire le produzioni tipiche e assaggiare i cibi locali; perché l’enogastronomia è parte integrante dell’identità territoriale, e prendersi una pausa culinaria arricchisce lo spirito.

10) Viaggiare responsabilmente, attuando principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconoscere la centralità delle comunità locali ospitanti e il loro diritto ad essere protagonisti nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile dei propri territori. Mantenere un basso profilo, preferendo l’ospitalità modesta, immersi tra la gente e non i grandi alberghi e ristoranti per vip.

12 Novembre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI | , , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Nasce a Barbarano Romano (VT) una nuova associazione culturale

Oggi, in una bella e calda giornata di ottobre, un gruppo di agguerriti cittadini di Barbarano, all’ombra di un albero di cachi carico di frutti ha deciso di confluire nell’associazione Barbarano Fotografia di cui sono presidente e che da oggi si chiamerà “Barbarano Fotografia e Cultura”, per dare vita, come prima iniziativa, ad una biblioteca intitolata al romanzo di Yukio Mishima “Ali”. Detta iniziativa si aggiunge a quelle già previste per la fotografia. (nella foto il gruppo promotore della biblioteca)

Che la richezza di frutti dell’albero sia di buon auspicio per altrettanti frutti culturali.

19 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | EVENTI | , , , , , | Ancora nessun commento.

La fotografia non rivoluziona il mondo però …..

La fotografia non rivoluziona il mondo, ma, attraverso la sua forza evocativa, la potenza creativa e testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente accattivante, induce a riflettere, e può cambiare le coscienze.

Può, altresì, rappresentare una rivoluzione con la sua capacità di parlare un linguaggio tra i più compresi al mondo, rendendola ambasciatrice di pace e strumento di dialogo, anche dove questo stenta a partire o ripartire. (continua nel Manifesto sull’impegno sociale della fotografia e dei fotografi autori)

18 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | | Ancora nessun commento.

L’unico modo per non essere divorati da questa società è la lentezza del nostro sguardo

In una civiltà che produce e consuma così velocemente immagini, l’arte fotografica ci suggerisce che, l’unico modo per non essere divorati é la posa, la lentezza del nostro sguardo che osserva e collega le cose.
Il mio approccio consiste nel proporre un’immagine che appartenga a un ordine contemplativo, che sia “padrona del tempo” ispirata da sensazioni, pensieri, considerazioni.

6 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Lo spazio nella rappresentazione fotografica è documento, testimonianza o interpretazione, trasfigurazione

Lo spazio è geografia, storia e immaginazione. Nella rappresentazione fotografica lo spazio è documento, testimonianza oppure interpretazione, trasfigurazione. A volte tutte le cose insieme. Quello che mi seduce e affascina sono la sovrapposizione e il registro speciale di questi aspetti: una doppiezza invisibile, un’immagine in apparenza descrittiva ma che contenga allusioni e rimandi non immediatamente percepibili.

6 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | , , , , | Ancora nessun commento.

La macchina fotografica come blocco di schizzi

“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità, il detentore dell’attimo che, in termini visivi, interroga e decide nello stesso tempo. Per “significare” il mondo, bisogna sentirsi coinvolto in ciò che si inquadra nel mirino. Questo atteggiamento esige concentrazione, sensibilità, senso geometrico. E’ attraverso un’economia di mezzi e soprattutto l’abnegazione di sé che si raggiunge la semplicità espressiva”.

6 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | , , | Ancora nessun commento.

Il fotografo è testimone del transitorio

“Ciò che è più soddisfacente per un fotografo non è il riconoscimento o il successo. E’ la comunicazione: ciò che dici può insegnare qualcosa ad altri, può essere di una certa importanza… il compito del fotografo non è di analizzare ogni umano evento. Non siamo dei pubblicitari. Siamo testimoni del transitorio”.

6 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | , , , , | Ancora nessun commento.

Una fotografia vale più di mille parole

La fotografia, valendo più di mille parole, linguaggio universalmente comprensibile, è in grado di potenziare, valorizzare, diffondere e rendere maggiormente divulgativi i temi Geografici, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, sempre meno avvezze alla lettura di testi; strumento d’eccellenza per rappresentare, documentare, conoscere, scoprire luoghi, realtà sociali; mezzo per visualizzare e concretizzare atmosfere e sensazioni astratte, monitorare la trasformazione di paesaggi e territori, scoprire, raccontare, promuovere e valorizzazione identità territoriali materiali e immateriali, ambienti caratteristici e caratterizzanti di territori.

6 Ottobre 2008 Pubblicato da giuseppecocco | CONSIDERAZIONI, OPINIONI, Pensieri | , , , , | Ancora nessun commento.