Dieci consigli solidali per sopravvivere in tempo di crisi

di Mercedes Mas (dal blog decrescitafelice)
1) Semplifica i tuoi bisogni: non è più felice chi ha di più ma chi può fare a meno di più cose.
2) Non aspettare che ti offrano lavoro: organizzati con altre persone per offrire quello che sai meglio fare. Insieme è più facile.
3) Condividi i tuoi problemi, perchè insieme si possono trovare delle soluzioni. Non ti isolare, non ti vergognare di chiedere aiuto.
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee…) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E po la solidarietà è contagiosa!
5) Ricicla, riutilizza, ripara: vestiti, oggetti, carta, libri… L “usare e gettare” è caro per tutti, anche se non sembra.
6) Non rinunciare a fare regali, ma sviluppa le tue capacità e l’immaginazione: dipingi, scrivi, modella, pianta, cucina, crea…
7) Non rinunciare alla festa: se non puoi pagare la discoteca potrai sempre suonare e cantare in compagnia; Condividere un pic nic è meraviglioso; i parchi, le montagne sono gratis!
8)Utilizza la bicicletta, condividi l’automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
9) Utilizza le biblioteche, scambia libri, riviste, dischi,…Non rinunciare a migliorare!
10) E ricorda che la “crisi” in Europa non è niente paragonata con i secoli di crisi che soffrono tanti uomini e donne nel sud del mondo. Forse questo pensiero ci aiuterà a non lamentarci troppo!
Decalogo del Foto Viaggiatore
1) Cercare la bellezza ovunque, anche a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni: ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l’odore della vita e delle sue stagioni. Luoghi dell’Anima – Immaginari – Fantastici – Mitici – Romantici – Mentali – Spirituali – Calmi – Silenziosi – Intimi – Comuni – Sconosciuti – Familiari – Poetici. Luoghi in cui passare senza entrarci, altri da cui farsi prendere e non uscirne; luoghi in cui arrivare la prima volta, altri da lasciare per non tornarvi; ognuno merita un nome e un’attenzione diverse. Universo di paesaggi, architetture, produzioni, atmosfere, donne, uomini, bambini, anziani, sensazioni, emozioni, luoghi da vivere, interpretare, raccontare con la poesia delle immagini.
2) Fotografare con i 5 sensi + 3 cuore, anima e cervello.
3) Viaggiare pensando che: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità“: oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l’orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow).
4) Praticare un camminare meditativo tipico degli abitanti dei Sud del mondo: non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso).
5) Imparare a camminare vedendo: procedendo determinati, senza vagare, ma camminare per capire veramente, fermandosi, essere sedentari, vivere i luoghi attraversati e lasciati indietro. Quindi: emozionarsi e adattarsi, riconoscere e scoprire, curiosare, sorprendersi, entusiasmarsi per imparare a raccontare la realtà con le immagini.
6) Preferire i mezzi di trasporto lenti, la bicicletta, i piedi, le corriere, i treni (non ad alta velocità): per l’attenzione al qui ed ora, come viaggio dentro se stessi, come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario; per cogliere gli odori, i rumori, le atmosfere. Preferire i viaggi in treno perché il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. Aspirare estaticamente l’odore delle ferrovie, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare”, Devo andare”. Se proprio siamo obbligati ad usare l’automobile, non superiamo mai i 50 km l’ora.
7) Gustare i momenti di fermo obbligato e gli imprevisti come parte integrante, interessante e arricchente di ogni viaggio.
Leggere molto, prima e dopo essere partiti, perché leggere vuol dire riempire di significati il viaggiare.
9) La cosa più importante del viaggio è quella di poter conoscere l’identità dei luoghi, scoprire le produzioni tipiche e assaggiare i cibi locali; perché l’enogastronomia è parte integrante dell’identità territoriale, e prendersi una pausa culinaria arricchisce lo spirito.
10) Viaggiare responsabilmente, attuando principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconoscere la centralità delle comunità locali ospitanti e il loro diritto ad essere protagonisti nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile dei propri territori. Mantenere un basso profilo, preferendo l’ospitalità modesta, immersi tra la gente e non i grandi alberghi e ristoranti per vip.
I mezzi lenti permettono di vedere e incontrare di più
“… Dopo anni di bicletta sapevo che i mezzi lenti non sono solo un modo per vedere di più, ma anche un filtro per selezionare gli incontri. Difficile che un arrogante o un idiota si soffermi a scambiare due chiacchiere con il conducente di un’utilitaria o di una bicicletta. Quella gente che se mai si irrita, odia la lentezza per sprezzo o per segreta invidia; dunque viene svelata all’istante dal macinino che la esaspera con la sua andatura. Utilitarie e biciclette attirano i simpatici, i bambini, i matti, i solitari e i vecchi originali dalla memoria di ferro, che sono proprio le persone con cui vale la pena di fermarsi sulla strada della vita.” (da “La leggenda dei monti naviganti” Paolo Rumiz)
-
Archivi
- Febbraio 2009 (3)
- Gennaio 2009 (10)
- Dicembre 2008 (3)
- Novembre 2008 (7)
- Ottobre 2008 (11)
- Settembre 2008 (1)
-
Categorie
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS
Giuseppe Cocco 



