Crisi economica che fare
Recessione, vuole dire recedere, e quindi ripensare, ritornare sui propri passi. Chi troppo vuole nulla stringe e l’unica è spostare le lancette all’indietro. Da individui si dice sempre, in là negli anni, ah se avessi vent’anni ma con l’esperienza dei cinquanta, ebbene è proprio ciò che possiamo fare nel mondo globalizzato e progredito. Usare ciò che abbiamo conquistato riscoprendo il modo di vivere di alcuni decenni fa.
Da Davos tanta preoccupazione ma nessuna vera proposta o soluzione concreta.
Certo, fino a che i grandi economisti e i politici continueranno a ragionare con le pance piene e partendo dalla volontà di ristabilire la realtà precedente alla crisi non arriveranno ad una soluzione.
Primo, fare un time out, riconoscere che tutto ciò che si è fatto fino ad ora è figlio di una situazione che è sfuggita di mano facendo perdere di vista l’identità per una acritica globalizzazione.
Secondo, non basta pensare a pannicelli caldi per chi perderà il lavoro: cassa integrazione o ammortizzatori sociali.
Terzo, ognuno per sé ogni paese del mondo deve fermarsi a ripensare quali sono le caratteristiche originali che li distinguono.
A questo punto, l’Italia deve ripensare il peccato originale della scelta industriale. Un paese senza materie prime non può sostenere industrie che costano. Quindi solo industrie che si possano autosostenere e per il resto il coraggio di tornare su propri passi per rivalutare e potenziare ciò che ci permette di vincere attraverso le materie prime che abbiamo: arte, ambiente, agricoltura, enogastronomia.
L’Italia ha un tesoro che può fruttare senza richiedere investimenti onerosi: sé stessa.
Ecologia, rivoluzione energetica, turismo, recupero delle attività artigianali, possono offrire posti di lavoro, proposta di soluzione ai giovani disoccupati e a tutti coloro che perderanno il lavoro. Ritorno ai territori abbandonati, miglioramento dello stile di vita e dell’ambiente.
Un piano globale e coordinato per tutte le regioni porterebbero alla realizzazione di infrastrutture, al rispetto e al controllo del territorio, all’ottimizzazione del vivere sociale, della convivenza, perché il ritorno alle realtà minori, riporterebbe a misura umana i bisogni e i rapporti umani.
Fantasia, creatività, umiltà, coraggio.
La strage degli innocenti
Vedendo tanti bambini palestinesi morti, io mi chiedo come sia possibile che, al solito, si guardi il dito che indica la luna e non la luna stessa.
Possibile che a nessuno sorga una domanda: da che mondo è mondo ci sono guerre e ne fanno le spese tutti, donne, anziani, e bambini; anche da noi c’è stata una guerra, in Europa c’è stata una guerra, nel mondo ci sono trenta conflitti a tutt’oggi, ma nelle guerre, come nelle catastrofi di ogni genere, gli adulti cercano di salvaguardare i bambini dalla morte.
Com’è possibile che a Gaza e dintorni non sia avvenuto e sembra quasi che sia avvenuto il contrario?
Benvenuti migranti ospiti!
Extracomunitari vil razza dannata!
Questo è il pensiero di molti, che per un motivo o per l’altro si sentono defraudati, invasi, derubati, da uomini, donne e bambini simili, uguali, come noi, esattamente come noi, che si differenziano da noi solo perché provengono da altre parti del mondo.
Allora mettiamola così: dovremmo essere onorati del fatto che in tanti scelgano di venire da noi, a casa nostra, perché vuol dire che amano il nostro paese e il nostro popolo. Andremmo, infatti noi in un posto dove penseremmo di stare male, o dove la gente, i luoghi, il clima non ci piacciono?
E chi ci viene a trovare a casa nostra, che si fida e affida a noi, la riterremmo invasore od ospite?
E l’ospite lo maltrattiamo, forse?! O cerchiamo di metterlo a proprio agio.
E se il nostro ospite si dimostra disposto a dare una mano in casa, a rendersi utile …..
Quante volte nella nostra vita di tutti i giorni ci sentiamo fuori luogo, immersi tra gente che non conosciamo e non ci conosce; ci sentiamo extracomunitari in casa nostra.
Allora non li deludiamo, facciamo sì che da immi-grati ci siano grati.
Allora, benvenuti amici immigrati, benvenuti ospiti graditi!
« Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto di un delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità, mentre un documento ha un’utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. È quello che faccio io. » (Walker Evans)
La percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall’andatura
Forse la percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall’andatura. Se vai lento, ovunque tu sia nella fascia temperata del Globo, le tue notti si popoleranno di grilli, belati, fumo di legna, erbe aromatiche, stelle. D’inverno, ti addormenterai circondato di luce lunare fredda, odore di lana infeltrita e letame, tè bollenti e sogni caldi, quelli dove le persone hanno odore e sapore. In una parola, la vita. (da “La leggenda dei monti naviganti” Paolo Rumiz)
Io aggiungerò che, la lentezza dell’andare permette d’incrociare gli sguardi, gli occhi di una donna, il sorriso di un bambino, il saluto di un anziano.
Dieci consigli solidali per sopravvivere in tempo di crisi

di Mercedes Mas (dal blog decrescitafelice)
1) Semplifica i tuoi bisogni: non è più felice chi ha di più ma chi può fare a meno di più cose.
2) Non aspettare che ti offrano lavoro: organizzati con altre persone per offrire quello che sai meglio fare. Insieme è più facile.
3) Condividi i tuoi problemi, perchè insieme si possono trovare delle soluzioni. Non ti isolare, non ti vergognare di chiedere aiuto.
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee…) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E po la solidarietà è contagiosa!
5) Ricicla, riutilizza, ripara: vestiti, oggetti, carta, libri… L “usare e gettare” è caro per tutti, anche se non sembra.
6) Non rinunciare a fare regali, ma sviluppa le tue capacità e l’immaginazione: dipingi, scrivi, modella, pianta, cucina, crea…
7) Non rinunciare alla festa: se non puoi pagare la discoteca potrai sempre suonare e cantare in compagnia; Condividere un pic nic è meraviglioso; i parchi, le montagne sono gratis!
8)Utilizza la bicicletta, condividi l’automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
9) Utilizza le biblioteche, scambia libri, riviste, dischi,…Non rinunciare a migliorare!
10) E ricorda che la “crisi” in Europa non è niente paragonata con i secoli di crisi che soffrono tanti uomini e donne nel sud del mondo. Forse questo pensiero ci aiuterà a non lamentarci troppo!
Volere è potere
Noi dobbiamo volerci tirare fuori da questa depressione strisciante, da questa recessione reale crescente. Evitare la depressione e il pessimismo. Ma come fare?
Ogni giorno ci bombardano con termini come crescita zero, PIL sotto lo zero, aumento della povertà diffusa.
Quali le proposte, le misure, le soluzioni?
Detassazioni, aumento del potere di acquisto dei salari, tagli alle spese, ma … manca il realismo: questo paese ha le casse vuote e ciò si ripercuote fino all’ultimo dei cittadini.
E allora quale potrebbe essere la formula giusta?
Senso di responsabilità e impegno personale e collettivo lavorando tutti e ognuno, in un sol uomo, nella direzione della ripresa, lavorando, lavorando, lavorando; imparando a pensare più ai doveri che ai diritti perchè “chi troppo vuole nulla stringe” e la società è come un orchestra nella quale per ottenere una melodia ogni strumentista deve fare la sua parte ma in collaborazione con tutti gli altri e diretti dal direttore d’orchestra che interpretando e applicando un piano musicale lo trasforma in musica.
Già, il direttore d’orchestra di un paese è il governo e allora ci chiediamo, perchè i nostri politici, di ogni schieramento, non si fermano a fare un “time out” come nella pallacanestro, per evitare di continuare ad andare in ordine sparso, alla rinfusa. Quando in una battaglia le cose si mettono al peggio, si cerca di serrare i ranghi e di fare un strategia.
Strategia, per un Paese, vuol dire considerare cosa fare per fare cassa, cioè quali azioni necessitano per far entrare soldi veri nelle casse del paese, non soldi derivanti da tasse che, alla fine, sono semplicemente minestra rimestata, sempre gli stessi soldi che io do a te e tu ridai a me. Quindi, quali sono le potenzialità del nostro Paese sulle quali incentrare le iniziative di lavoro vero? Le sue vocazioni intrinseche: Ambiente, Arte, Ambiente, Turismo, Enogastronomia. Secondo passo: organizzare, razionalizzare, coordinare, promuovere.
Io, per quanto mi riguarda, ho pensato il blog Penisolabella per mostrare l’Italia che non vi raccontano e che non vi aspettereste.
La fotografia non rivoluziona il mondo però …..
La fotografia non rivoluziona il mondo, ma, attraverso la sua forza evocativa, la potenza creativa e testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente accattivante, induce a riflettere, e può cambiare le coscienze.
Può, altresì, rappresentare una rivoluzione con la sua capacità di parlare un linguaggio tra i più compresi al mondo, rendendola ambasciatrice di pace e strumento di dialogo, anche dove questo stenta a partire o ripartire. (continua nel Manifesto sull’impegno sociale della fotografia e dei fotografi autori)
I mezzi lenti permettono di vedere e incontrare di più
“… Dopo anni di bicletta sapevo che i mezzi lenti non sono solo un modo per vedere di più, ma anche un filtro per selezionare gli incontri. Difficile che un arrogante o un idiota si soffermi a scambiare due chiacchiere con il conducente di un’utilitaria o di una bicicletta. Quella gente che se mai si irrita, odia la lentezza per sprezzo o per segreta invidia; dunque viene svelata all’istante dal macinino che la esaspera con la sua andatura. Utilitarie e biciclette attirano i simpatici, i bambini, i matti, i solitari e i vecchi originali dalla memoria di ferro, che sono proprio le persone con cui vale la pena di fermarsi sulla strada della vita.” (da “La leggenda dei monti naviganti” Paolo Rumiz)
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