Risoluzione del Parlamento Europeo del 7 giugno 2007 sullo Statuto Sociale degli Artisti
Miglioramento della situazione degli artisti in Europa
La situazione contrattuale
La protezione dell’artista
La politica dei visti: mobilità e impiego dei cittadini di paesi terzi
Formazione lungo tutto l’arco della vita e riconversione
Verso una ristrutturazione delle attività amatoriali
Garantire la formazione artistica e culturale sin dalla più giovane età
Crisi economica che fare
Recessione, vuole dire recedere, e quindi ripensare, ritornare sui propri passi. Chi troppo vuole nulla stringe e l’unica è spostare le lancette all’indietro. Da individui si dice sempre, in là negli anni, ah se avessi vent’anni ma con l’esperienza dei cinquanta, ebbene è proprio ciò che possiamo fare nel mondo globalizzato e progredito. Usare ciò che abbiamo conquistato riscoprendo il modo di vivere di alcuni decenni fa.
Da Davos tanta preoccupazione ma nessuna vera proposta o soluzione concreta.
Certo, fino a che i grandi economisti e i politici continueranno a ragionare con le pance piene e partendo dalla volontà di ristabilire la realtà precedente alla crisi non arriveranno ad una soluzione.
Primo, fare un time out, riconoscere che tutto ciò che si è fatto fino ad ora è figlio di una situazione che è sfuggita di mano facendo perdere di vista l’identità per una acritica globalizzazione.
Secondo, non basta pensare a pannicelli caldi per chi perderà il lavoro: cassa integrazione o ammortizzatori sociali.
Terzo, ognuno per sé ogni paese del mondo deve fermarsi a ripensare quali sono le caratteristiche originali che li distinguono.
A questo punto, l’Italia deve ripensare il peccato originale della scelta industriale. Un paese senza materie prime non può sostenere industrie che costano. Quindi solo industrie che si possano autosostenere e per il resto il coraggio di tornare su propri passi per rivalutare e potenziare ciò che ci permette di vincere attraverso le materie prime che abbiamo: arte, ambiente, agricoltura, enogastronomia.
L’Italia ha un tesoro che può fruttare senza richiedere investimenti onerosi: sé stessa.
Ecologia, rivoluzione energetica, turismo, recupero delle attività artigianali, possono offrire posti di lavoro, proposta di soluzione ai giovani disoccupati e a tutti coloro che perderanno il lavoro. Ritorno ai territori abbandonati, miglioramento dello stile di vita e dell’ambiente.
Un piano globale e coordinato per tutte le regioni porterebbero alla realizzazione di infrastrutture, al rispetto e al controllo del territorio, all’ottimizzazione del vivere sociale, della convivenza, perché il ritorno alle realtà minori, riporterebbe a misura umana i bisogni e i rapporti umani.
Fantasia, creatività, umiltà, coraggio.
La strage degli innocenti
Vedendo tanti bambini palestinesi morti, io mi chiedo come sia possibile che, al solito, si guardi il dito che indica la luna e non la luna stessa.
Possibile che a nessuno sorga una domanda: da che mondo è mondo ci sono guerre e ne fanno le spese tutti, donne, anziani, e bambini; anche da noi c’è stata una guerra, in Europa c’è stata una guerra, nel mondo ci sono trenta conflitti a tutt’oggi, ma nelle guerre, come nelle catastrofi di ogni genere, gli adulti cercano di salvaguardare i bambini dalla morte.
Com’è possibile che a Gaza e dintorni non sia avvenuto e sembra quasi che sia avvenuto il contrario?
Benvenuti migranti ospiti!
Extracomunitari vil razza dannata!
Questo è il pensiero di molti, che per un motivo o per l’altro si sentono defraudati, invasi, derubati, da uomini, donne e bambini simili, uguali, come noi, esattamente come noi, che si differenziano da noi solo perché provengono da altre parti del mondo.
Allora mettiamola così: dovremmo essere onorati del fatto che in tanti scelgano di venire da noi, a casa nostra, perché vuol dire che amano il nostro paese e il nostro popolo. Andremmo, infatti noi in un posto dove penseremmo di stare male, o dove la gente, i luoghi, il clima non ci piacciono?
E chi ci viene a trovare a casa nostra, che si fida e affida a noi, la riterremmo invasore od ospite?
E l’ospite lo maltrattiamo, forse?! O cerchiamo di metterlo a proprio agio.
E se il nostro ospite si dimostra disposto a dare una mano in casa, a rendersi utile …..
Quante volte nella nostra vita di tutti i giorni ci sentiamo fuori luogo, immersi tra gente che non conosciamo e non ci conosce; ci sentiamo extracomunitari in casa nostra.
Allora non li deludiamo, facciamo sì che da immi-grati ci siano grati.
Allora, benvenuti amici immigrati, benvenuti ospiti graditi!
Purifica il tuo sguardo se vuoi veder la purezza
Purifica il tuo sguardo se vuoi veder la purezza,
va via dalla buccia se vuoi vedere il nocciolo: se non distogli lo sguardo dagli aspetti esteriori come potrai diventare un conoscitore di misteri?
Poiché ciascuna di queste parole ha un’anima e sotto ognuna di esse v’è un mondo…
tu cerca l’anima loro e passa via dal corpo, lascia perdere il nome e ricerca il nominato:
non tralasciare alcun dettaglio, finché diverrai compagno a Verità.
poesia di Maulānā Gialāl al-Dīn Rūmī
Continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima
Attraverso la fotografia, chi non ha voce può trovare il suo spazio
Fotografi Senza Frontiere incarna l’idea che l’altro ha sempre qualcosa da dirci, e se stiamo ad ascoltarlo è meno “altro” di quanto si creda.
Sentimenti ed emozioni congelati da uno scatto capace di immortalare un momento per spiegare la propria differenza che è anche unicità.
Attraverso la fotografia, chi non ha voce – e nell’immaginario collettivo vive solo nelle notizie di cronaca – può trovare il suo spazio e così conoscersi e confrontarsi con gli altri.
Per molti ragazzi, che da sempre vivono ai margini, in paesi lontani dagli standard occidentali di sviluppo, i nostri laboratori rappresentano un’opportunità di impadronirsi di una forma espressiva, di guardare con occhio critico ma partecipe il proprio universo culturale, di comprendere e comunicare agli altri la propria realtà.
La mostra vuole far conoscere al grande pubblico la onlus attraverso le immagini scattate dai bambini che hanno preso parte ai laboratori.
« Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto di un delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità, mentre un documento ha un’utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. È quello che faccio io. » (Walker Evans)
La prima edizione del Festival della letteratura di viaggio
Dal 25 al 28 settembre si è svolto a Roma il Festival della letteratura di viaggio per iniziativa della Società Geografica Italiana e la Federculture.
Nel corso della cerimonia inaugurale, svoltasi a villa Celimontana, sede della Società Geografica, il presidente, 
prof. Franco Salvatori, ha dichiarato: “… leggere vuol dire riempire di significati il viaggiare …” . Gli ha fatto eco
il geografo Giacomo Corna Pellegrini: “… Un viaggio, quando viene interpretato, magari alla ricerca della verifica di una tesi di partenza, allora. diventa geografia …”
Una fotografia vale più di mille parole
La fotografia, valendo più di mille parole, linguaggio universalmente comprensibile, è in grado di potenziare, valorizzare, diffondere e rendere maggiormente divulgativi i temi Geografici, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, sempre meno avvezze alla lettura di testi; strumento d’eccellenza per rappresentare, documentare, conoscere, scoprire luoghi, realtà sociali; mezzo per visualizzare e concretizzare atmosfere e sensazioni astratte, monitorare la trasformazione di paesaggi e territori, scoprire, raccontare, promuovere e valorizzazione identità territoriali materiali e immateriali, ambienti caratteristici e caratterizzanti di territori.
Il fotografo è testimone del transitorio
“Ciò che è più soddisfacente per un fotografo non è il riconoscimento o il successo. E’ la comunicazione: ciò che dici può insegnare qualcosa ad altri, può essere di una certa importanza… il compito del fotografo non è di analizzare ogni umano evento. Non siamo dei pubblicitari. Siamo testimoni del transitorio”.
La macchina fotografica come blocco di schizzi
“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità, il detentore dell’attimo che, in termini visivi, interroga e decide nello stesso tempo. Per “significare” il mondo, bisogna sentirsi coinvolto in ciò che si inquadra nel mirino. Questo atteggiamento esige concentrazione, sensibilità, senso geometrico. E’ attraverso un’economia di mezzi e soprattutto l’abnegazione di sé che si raggiunge la semplicità espressiva”.
Lo spazio nella rappresentazione fotografica è documento, testimonianza o interpretazione, trasfigurazione
Lo spazio è geografia, storia e immaginazione. Nella rappresentazione fotografica lo spazio è documento, testimonianza oppure interpretazione, trasfigurazione. A volte tutte le cose insieme. Quello che mi seduce e affascina sono la sovrapposizione e il registro speciale di questi aspetti: una doppiezza invisibile, un’immagine in apparenza descrittiva ma che contenga allusioni e rimandi non immediatamente percepibili.
L’unico modo per non essere divorati da questa società è la lentezza del nostro sguardo
In una civiltà che produce e consuma così velocemente immagini, l’arte fotografica ci suggerisce che, l’unico modo per non essere divorati é la posa, la lentezza del nostro sguardo che osserva e collega le cose.
Il mio approccio consiste nel proporre un’immagine che appartenga a un ordine contemplativo, che sia “padrona del tempo” ispirata da sensazioni, pensieri, considerazioni.
Ottimismo
“non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perchè non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.”
I mezzi lenti permettono di vedere e incontrare di più
“… Dopo anni di bicletta sapevo che i mezzi lenti non sono solo un modo per vedere di più, ma anche un filtro per selezionare gli incontri. Difficile che un arrogante o un idiota si soffermi a scambiare due chiacchiere con il conducente di un’utilitaria o di una bicicletta. Quella gente che se mai si irrita, odia la lentezza per sprezzo o per segreta invidia; dunque viene svelata all’istante dal macinino che la esaspera con la sua andatura. Utilitarie e biciclette attirano i simpatici, i bambini, i matti, i solitari e i vecchi originali dalla memoria di ferro, che sono proprio le persone con cui vale la pena di fermarsi sulla strada della vita.” (da “La leggenda dei monti naviganti” Paolo Rumiz)
La fotografia non rivoluziona il mondo però …..
La fotografia non rivoluziona il mondo, ma, attraverso la sua forza evocativa, la potenza creativa e testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente accattivante, induce a riflettere, e può cambiare le coscienze.
Può, altresì, rappresentare una rivoluzione con la sua capacità di parlare un linguaggio tra i più compresi al mondo, rendendola ambasciatrice di pace e strumento di dialogo, anche dove questo stenta a partire o ripartire. (continua nel Manifesto sull’impegno sociale della fotografia e dei fotografi autori)
In vendita Calendario artistico 2009
Sono autore delle fotografie del Calendario artistico 2009 “Poesia” realizzato dall’Associazione artistico culturale “Anco Marzio” con sede in Ostia Lido. Ogni mese riporta un’immagine comprendente la modella Laura Curtale in associazione con un quadro d’autore e una poesia d’amore.
Il calendario è in vendita a € 8. L’utile delle vendite verrà devoluto all’AFRAN (Associazione Francescana Aiuto alle Nazioni) (vedi foto della presentazione) – Per l’acquisto telefonare a 348.2249525.
Votate la mia foto candidata al concorso dei Comuni Italiani
Ho iscritto questa mia foto al concorso promosso dal sito comuni-italiani.it Vi invito ad andare a votare perchè io possa partecipare con successo al concorso.
Decalogo del Foto Viaggiatore
1) Cercare la bellezza ovunque, anche a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni: ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l’odore della vita e delle sue stagioni. Luoghi dell’Anima – Immaginari – Fantastici – Mitici – Romantici – Mentali – Spirituali – Calmi – Silenziosi – Intimi – Comuni – Sconosciuti – Familiari – Poetici. Luoghi in cui passare senza entrarci, altri da cui farsi prendere e non uscirne; luoghi in cui arrivare la prima volta, altri da lasciare per non tornarvi; ognuno merita un nome e un’attenzione diverse. Universo di paesaggi, architetture, produzioni, atmosfere, donne, uomini, bambini, anziani, sensazioni, emozioni, luoghi da vivere, interpretare, raccontare con la poesia delle immagini.
2) Fotografare con i 5 sensi + 3 cuore, anima e cervello.
3) Viaggiare pensando che: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità“: oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l’orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow).
4) Praticare un camminare meditativo tipico degli abitanti dei Sud del mondo: non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso).
5) Imparare a camminare vedendo: procedendo determinati, senza vagare, ma camminare per capire veramente, fermandosi, essere sedentari, vivere i luoghi attraversati e lasciati indietro. Quindi: emozionarsi e adattarsi, riconoscere e scoprire, curiosare, sorprendersi, entusiasmarsi per imparare a raccontare la realtà con le immagini.
6) Preferire i mezzi di trasporto lenti, la bicicletta, i piedi, le corriere, i treni (non ad alta velocità): per l’attenzione al qui ed ora, come viaggio dentro se stessi, come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario; per cogliere gli odori, i rumori, le atmosfere. Preferire i viaggi in treno perché il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. Aspirare estaticamente l’odore delle ferrovie, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare”, Devo andare”. Se proprio siamo obbligati ad usare l’automobile, non superiamo mai i 50 km l’ora.
7) Gustare i momenti di fermo obbligato e gli imprevisti come parte integrante, interessante e arricchente di ogni viaggio.
Leggere molto, prima e dopo essere partiti, perché leggere vuol dire riempire di significati il viaggiare.
9) La cosa più importante del viaggio è quella di poter conoscere l’identità dei luoghi, scoprire le produzioni tipiche e assaggiare i cibi locali; perché l’enogastronomia è parte integrante dell’identità territoriale, e prendersi una pausa culinaria arricchisce lo spirito.
10) Viaggiare responsabilmente, attuando principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconoscere la centralità delle comunità locali ospitanti e il loro diritto ad essere protagonisti nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile dei propri territori. Mantenere un basso profilo, preferendo l’ospitalità modesta, immersi tra la gente e non i grandi alberghi e ristoranti per vip.
Volere è potere
Noi dobbiamo volerci tirare fuori da questa depressione strisciante, da questa recessione reale crescente. Evitare la depressione e il pessimismo. Ma come fare?
Ogni giorno ci bombardano con termini come crescita zero, PIL sotto lo zero, aumento della povertà diffusa.
Quali le proposte, le misure, le soluzioni?
Detassazioni, aumento del potere di acquisto dei salari, tagli alle spese, ma … manca il realismo: questo paese ha le casse vuote e ciò si ripercuote fino all’ultimo dei cittadini.
E allora quale potrebbe essere la formula giusta?
Senso di responsabilità e impegno personale e collettivo lavorando tutti e ognuno, in un sol uomo, nella direzione della ripresa, lavorando, lavorando, lavorando; imparando a pensare più ai doveri che ai diritti perchè “chi troppo vuole nulla stringe” e la società è come un orchestra nella quale per ottenere una melodia ogni strumentista deve fare la sua parte ma in collaborazione con tutti gli altri e diretti dal direttore d’orchestra che interpretando e applicando un piano musicale lo trasforma in musica.
Già, il direttore d’orchestra di un paese è il governo e allora ci chiediamo, perchè i nostri politici, di ogni schieramento, non si fermano a fare un “time out” come nella pallacanestro, per evitare di continuare ad andare in ordine sparso, alla rinfusa. Quando in una battaglia le cose si mettono al peggio, si cerca di serrare i ranghi e di fare un strategia.
Strategia, per un Paese, vuol dire considerare cosa fare per fare cassa, cioè quali azioni necessitano per far entrare soldi veri nelle casse del paese, non soldi derivanti da tasse che, alla fine, sono semplicemente minestra rimestata, sempre gli stessi soldi che io do a te e tu ridai a me. Quindi, quali sono le potenzialità del nostro Paese sulle quali incentrare le iniziative di lavoro vero? Le sue vocazioni intrinseche: Ambiente, Arte, Ambiente, Turismo, Enogastronomia. Secondo passo: organizzare, razionalizzare, coordinare, promuovere.
Io, per quanto mi riguarda, ho pensato il blog Penisolabella per mostrare l’Italia che non vi raccontano e che non vi aspettereste.
Partecipazione alla trasmissione “Parliamone a Teatro”
Sabato 22 alle ore 21 (con replica domenica alle ore 14.45 e giovedì alle ore 9), su Canale 10, grande ritorno della trasmissione televisiva “Parliamone a Teatro”; trasmissione ideata e condotta da Tonino Colloca con la collaborazione di Laura Curtale e Mr Ferdy e la regia di Gaetano Colloca. Una prima puntata già scoppiettante con ospiti illustri. Nel primo spazio interverranno gli sponsor Lina ed Angelo Pelleriti, titolari della Marinato; Ruggero Picchi – titolare della Tirrena Auto e Presidente Ascom Ostia Lido; i fratelli Fabio e Tonino Rosato unitamente a Gerardo Claps della Ras Alleanza; il costruttore Gianni Anelli e l’Economista Domenico D’Antonio. Subito dopo lo spazio medicina curato dal Prof Massimo Carlini, primario chirurgo Ospedale S Eugenio di Roma, il quale tratterà il tema “Le malattie della tiroide”. Ospite, al terzo spazio, il Capogruppo del PDL e Delegato alla Cultura del XIII Municipio, il Consigliere Salvatore Colloca che farà un primo resoconto del lavoro svolto dalla nuova Amministrazione di Via Claudio. Seguirà uno spazio culturale curato dal Premio alla Cultura 2008 Professoressa Laura Curtale che traccerà le varie tappe che saranno affrontate nel corso della edizione. Si aspetterà con ansia a conoscere soprattutto quali saranno i Viaggi Letterari che la Curtale proporrà. Sarà posto in visione l’artistico calendario e sarà presente il fotografo Giuseppe Cocco che ha immortalato la speciale modella, Laura Curtale, la cui acconciatura e trucco sono opera di Caterina Sabatino e Carla Vargiu. A seguire interessante momento di cultura, politica e sociale con Gianluca Cavino, rappresentante dei Verdi sul nostro territorio. Chiusura ad alto livello con lo spazio Libri, Poesia e la presentazione soprattutto di un volume da leggere “Gli Assassini dell’amore”. In fase di chiusura sipario si presenterà il nuovo locale di Mr Ferdy “Corpovivo” spazio d’arte, artcafè concepì – space cocktail – bar pub. Come succede ormai in tutte le edizioni sarà una poesia di Tonino Colloca a chiudere il sipario. (articolo della Gazzetta del Litorale del 19/11/2008)
Visionare e/o Acquistare le mie foto
Da oggi è possibile vedere alcune delle mie fotografie andando sul sito zooomr.com e dato che fotografare per me significa vivere, riprendendo Andy Warhol che affermava “Fare denaro è un’arte; lavorare è un’arte; un buon affare è il massimo di tutte le arti” invito tutti a visitare il mio negozio virtuale sul sito
Lulu.com, dove si trovano in vendita, foto artistiche e pubblicazioni realizzate con le mie foto.
Calameo.com dove si trovano pubblicazioni e albun fotografici sfogliabili.
Un magazine quotidiano online aperto alla collaborazione di tutti
Redattori, autori, lettori di Agorà Magazine il quotidiano di approfondimento, per condividere il piacere di vivere, creare e partecipare. Il nostro concetto combina una redazione interna ad una redazione diffusa, con la collaborazione di redattori e autori sparsi su tutto il territorio, che arricchiscono le pagine di politica, cultura, società, arte, design, spettacolo, viaggi, sport, moda, benessere, gastronomia ed impresa.
La nostra è una piazza aperta per il dibattito ed il confronto di tutti i punti di vista. Un luogo per incontrarsi e condividere idee ed interessi, che offre una vetrina unica per tutti coloro che non trovano spazio per la loro produzione intellettuale e creativa (articoli, recensioni, esperienze, racconti, saggi, foto, video e musica). La nostra capacità multimediale mette a disposizione del lettore spazi di attualità, approfondimento, mostre fotografiche, video ed un vero e proprio museo virtuale: il Museo del Design Contemporaneo. (vai al sito)
Corso di giornalismo fotografico multimediale e telematico
In collaborazione con Agorà Magazine, abbiamo lanciato un corso dedicato al giornalismo fotografico multimediale e telematico. L’idea è nata dalla considerazione che la fotografia, grazie al digitale e alla rete si è diffusa in maniera abnorme ma anarchica; paradossalmente l’informazione e la qualità si sono abbassate, in quanto sono venute meno la cultura e le regole grammaticali della fotografia e del racconto fotografico. …
Quindi è nostra intenzione, insegnare a raccontare per immagini, luoghi, uomini, itinerari e viaggi, paesaggi urbani e naturali. (per informazioni)
Pubblicato libro fotografico: Tarquinia – visioni creative
Andate a vedere e vi stupirete, per la bellezza e la raffinatezza, di elaborazioni artistiche di questa città storica.
Tarquinia – visioni creative
Dieci consigli solidali per sopravvivere in tempo di crisi

di Mercedes Mas (dal blog decrescitafelice)
1) Semplifica i tuoi bisogni: non è più felice chi ha di più ma chi può fare a meno di più cose.
2) Non aspettare che ti offrano lavoro: organizzati con altre persone per offrire quello che sai meglio fare. Insieme è più facile.
3) Condividi i tuoi problemi, perchè insieme si possono trovare delle soluzioni. Non ti isolare, non ti vergognare di chiedere aiuto.
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee…) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E po la solidarietà è contagiosa!
5) Ricicla, riutilizza, ripara: vestiti, oggetti, carta, libri… L “usare e gettare” è caro per tutti, anche se non sembra.
6) Non rinunciare a fare regali, ma sviluppa le tue capacità e l’immaginazione: dipingi, scrivi, modella, pianta, cucina, crea…
7) Non rinunciare alla festa: se non puoi pagare la discoteca potrai sempre suonare e cantare in compagnia; Condividere un pic nic è meraviglioso; i parchi, le montagne sono gratis!
8)Utilizza la bicicletta, condividi l’automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
9) Utilizza le biblioteche, scambia libri, riviste, dischi,…Non rinunciare a migliorare!
10) E ricorda che la “crisi” in Europa non è niente paragonata con i secoli di crisi che soffrono tanti uomini e donne nel sud del mondo. Forse questo pensiero ci aiuterà a non lamentarci troppo!
La percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall’andatura
Forse la percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall’andatura. Se vai lento, ovunque tu sia nella fascia temperata del Globo, le tue notti si popoleranno di grilli, belati, fumo di legna, erbe aromatiche, stelle. D’inverno, ti addormenterai circondato di luce lunare fredda, odore di lana infeltrita e letame, tè bollenti e sogni caldi, quelli dove le persone hanno odore e sapore. In una parola, la vita. (da “La leggenda dei monti naviganti” Paolo Rumiz)
Io aggiungerò che, la lentezza dell’andare permette d’incrociare gli sguardi, gli occhi di una donna, il sorriso di un bambino, il saluto di un anziano.
Desiderata
Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi ed incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare borioso ed amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.
Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno.
Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice.
Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica Chiesa di San Paolo
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“Le Figarò” 20 Febbraio 1909
Queste le parole con cui Filippo Tommaso Marinetti fonda il 20 Febbraio 1909 a Parigi il manifesto futurista.
L’Italia che litiga su un ponte, pur anche di un grandissimo architetto, perché Venezia non si tocca. Ma se nessuno l’avesse toccata, imbecilli che non siete altro, non sarebbe stata Venezia, non credete? E pensare che cent’anni fa Marinetti cantava i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi… L’Italia delle soprintendenze che “no” alla metropolitana, “no” al parcheggio, “no” al sottopassaggio, “no” addirittura a cestini e pattumiere che permetterebbero ai nostri centri storici di non esser letamai. Talebani della tutela, li ha chiamati l’archeologo Carandini nel suo ultimo pamphlet. Ma i talebani siamo tutti noi, mica solo le teste d’uovo al Ministero e a Italia Nostra: quanti di coloro che stanno leggendo questo editoriale erano favorevoli alla pensilina di Isozaki agli Uffizi? Gli Uffizi non si toccano, vero? Van tutelati e conservati, mica sviluppati! E infatti le nostre bellezze sono così ‘tutelate’ che il paese in trent’anni è scapicollato dal primo al quinto posto nella classifica delle mete turistiche mondiali. La Francia, eterna seconda all’epoca, ha capito dove stavamo sbagliando: ha costruito piramidi postmoderne dentro musei antichi, ha portato la vita dentro la cultura (oltre che la cultura nella vita), ha unito lo sviluppo alla tutela ed è oggi al primo posto di gran lunga. “È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii”. Così si concludeva il Manifesto. In un paese dove il vivere contemporaneo è sport estremo, non fa forse impressione pensare che tali parole, che ci augureremo si concretizzassero domani, siano state scritte nel 1909? Nessun passo in cento anni. Nessuno. E anzi, a riflettere sulla progettualità che nonostante tutto esprimeva quell’Italietta liberty e belle époque di cent’anni fa, notiamo qualche passetto indietro. Consoliamoci col fatto di essere passati dal 2008, in cui si celebravano i quarant’anni della volgarità sessantottina, al 2009, in cui si festeggiano i cent’anni dell’abbacinante lucidità futurista. Non può essere una brutta annata. Coraggio! (da 







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